Intelligenza Artificiale: lo stato delle cose

I motori di ricerca avranno delle conversazioni in tempo reale, con voi, direttamente dallo smartphone. Degli algoritmi saranno in grado di prevedere come si comporteranno gli elettori alle urne. I computer potranno capire ciò che li circonda e scrivere 2.000 notizie al secondo. Benvenuti nel futuro dell’intelligenza artificiale, ovvero tutto quello che ci circonderà da qui a qualche anno.

Alcune delle tendenze più importanti di questo nuovo settore sono già iniziate e si prevede che continueranno ad espandersi notevolmente anche nel prossimo anno. Ma che ci aspetta, realmente? A cosa dovremmo essere preparati?

Tra le previsioni, ecco le più importanti.

Il 2016 ci porterà per la prima volta una serie di “bot” che aumenteranno la nostra produttività, ci terranno compagnia e forse potranno anche aiutarci a farci innamorare. La cosa bella è che saranno bot che tutti potranno programmare.

Degli algoritmi sempre più complessi verranno utilizzati per valutare la personalità e prevedere il comportamento delle persone, anche in sede di voto ad esempio.

Allo stesso modo, altri algoritmi avranno un profondo effetto sui mezzi di informazione. Le storie verranno scritte senza alcun intervento umano e siti web come Facebook e Google sceglieranno ciò che sarà possibile vedere da ciò che, invece, rimarrà nascosto. Si, è vero, benché siano semplicemente dei siti web, alle loro spalle c’è un algoritmo che già oggi influisce sul posizionamento degli stati o delle condivisioni (nel caso di Facebook) o dei siti web (nel caso di Google). Per sicurezza, lo abbiamo chiesto a Stuart Delta, dell’agenzia di posizionamento GetSeen e ha confermato che, si, i motori utilizzano sempre più forme di intelligenza artificiale per il ranking.

Il riconoscimento facciale. Già oggi Facebook è in grado di riconoscere i volti e ci permette di suggerire dei nomi per ognuno di essi. In futuro si prevede che i robot saranno in grado di riconoscere le persone in base alle loro caratteristiche facciali.

Il “cognitive computing”, termine inglese che descrive tutta una serie di sistemi complessi che ora sono gestiti da gruppi di persone ma che in futuro saranno automatizzati. I computer stanno già facendo il lavoro dei radiologi ed analizzano delle lastre mediche, e da qui all’espansione verso altri campi, il passo è breve.